STORIE E RACCONTI DI ARMONICHE A BOCCA

RACCONTO: METALLO FREDDO

Nella mia divisione ce l’hanno quasi tutti, sono arrivate assieme al carico di sigarette con anche il tabacco sfuso e il cioccolato. Era un po che aspettavamo il convoglio da ovest e cominciavamo a sentire l’astinenza da nicotina. Ci hanno messo due giorni più del dovuto, il freddo non ha pietà di nessuno, nemmeno di chi è attrezzato molto meglio di noi e passa più tempo sui mezzi che nelle buche a ridosso della linea di fuoco.

Quando fumi davvero anche una sigaretta diventa preziosa, e nel momento che decidi di bruciarla dura poco, pochissimo, nemmeno te ne accorgi.

Il fumo fa male. Ti può far morire, anche i proiettili e le schegge che arrivano da tutte le parti, ti penetrano la carne e bruciano talmente tanto che a volte vorresti morire. Poi quando davvero muore qualcuno, quando esplode davanti ai tuoi occhi o si spegne da solo nel silenzio di una tenda dell’ospedale da campo, hai voglia di vivere: ti rialzi, ti caghi addosso ma l’istinto ti fa andare avanti. Siamo fatti così noi soldati, piangiamo e beviamo le lacrime ma non ci arrendiamo facilmente. Diamo tutto: corpo mente e anima per la nostra patria.

“Diatonic harmonica”, adoro questa incisione sui gusci di questo coso che quasi nessuno sa come si usa. Chissà cosa diavolo si sono messi in testa. Pensano che basti fare un po di rumore soffiando dentro quattro buchi per tirare su il morale di chi nuota nel fango? “Il comando fornisce ai nostri valorosi uomini un’armonica a bocca, così che possano passare qualche momento spensierato suonando qualcosa di allegro e pensare meno a quello che ogni giorno devono affrontare”.

Ho visto qualcuno arrabbiarsi e lanciarla come una granata dall’altra parte della recinzione del campo; molti non sanno nemmeno chiamarla col suo vero nome.

Io ci ho provato a suonarla, anzi ci provo tutti i giorni, quando gli scoppi diventano più isolati e le orecchie poco a poco smettono di fischiare. In realtà non smettono mai davvero, penso ci vogliano giorni di silenzio se non settimane prima che possa accadere. Me ne sto seduto, con una tazza di piscio caldo, perché così lo definiamo questo thè che sa di terra, e quest’armonica a bocca così sconosciuta ma che già sento come essere parte di me. Sarà forse perché ci metto la bocca sopra? Certo se ci fosse la mia donna preferirei mettere la sua di bocca sulla mia, ahhh, è meglio che non ci penso. Non riceve mie notizie da tre settimane, dove ci troviamo ora non è facile comunicare con il resto del mondo, i convogli si muovono poco e sono sempre sotto tiro.

Ho sentito dire che soffiando si può ottenere qualcosa di buono da questi buchi, aspirando ho notato che viene bene nei primi quattro, poi la musica diventa strana e non la capisco.

C’è uno tra di noi, un medico, a quanto pare è anche un musicista. Se non sbaglio l’ho visto, se ne stava seduto per terra, spalle al muro con una chitarra in braccio. Voglio chiedergli se sa dirmi come fare, magari mi aiuta a imparare, a me piace molto questo suono. Alle volte mi riesce di mettere qualche nota di fila e mi viene la tristezza, non so bene cosa sto suonando ma non sempre mi fa lo stesso effetto. Penso che dipenda molto da come mi sento, da come è andata quaggiù, da quante barelle ho visto correre avanti e indietro con questi occhi gonfi di terrore. Siamo soldati: abbiamo i nervi a pezzi e l’umore peggio di un’altalena. Siamo cuori caldi che da qualche tempo portano in tasca un pezzo di legno con attorno un po di metallo freddo.

Soldati con un'armonica a bocca

L'armonica teneva compagnia ai soldati.

Durante la prima guerra mondiale ai soldati furono distribuite armoniche a bocca per cercare di tenere loro su il morale. Ancora oggi alcuni soldati portano uno strumento con se.

Vecchia armonica marine band

Marine band d'epoca.

Un vecchio modello di armonica diatonica Hohner Marine Band.
Chissà questo strumento quante cose ha visto e sentito, e chissà chi era il proprietario, come viveva, comese la passava.