ARTICOLI SULL'ARMONICA DIATONICA

La bilancia della teoria contro la pratica nello studio dell'armonica

IMPARARE A SUONARE L’ARMONICA: TEORIA CONTRO PRATICA

Hai mai sentito parlare della partita del cuore? Cantanti contro attori, cantanti contro registi, cantanti contro la nazionale politici e così via. C’è una nuova edizione di questa manifestazione (non è vero ma mi piace il paragone) che si chiama “Teoria contro pratica” ed è una battaglia a cui assisto di frequente sui social, nei gruppi di interesse e a volte anche a un’allegra tavolata tra amici strimpellatori e non. Niente di grave che non si possa risolvere con un altro giro di amaro e con il semplice pensiero di rispettare le opinioni di tutti, è solamente un dibattito sul modo di apprendere la musica. Da una parte ci sono quelli che hanno frequentato il conservatorio, oppure hanno studiato diversi anni con i professori privati di pianoforte, violino, chitarra, flauto; dall’altra troviamo quelli che: “Io suono da quarant’anni e non ho mai aperto un libro”.

Quando io ho cominciato a studiare musica avevo otto anni, e in quel periodo o andavi in una scuola (pubblica o privata) o andavi da insegnanti privati che oltre a farti studiare lo strumento (nel mio caso era il pianoforte) ti mettevano davanti a dei bei libroni dove dovevi leggere la musica al volo. Dopo qualche anno diventavi abile a fare questo e imparavi anche a leggere mentre la chiave del brano cambiava ogni quattro battute, così che dovevi fare un lavoro mentale non indifferente del tipo: “Ora leggo Do ma devo dire Fa…Ora leggo Do ma devo dire Mi…) Se sei curioso circa questa pratica sappi che è un esercizio che allena la mente e fa molto bene a chi ha problemi a suonare a tempo. Puoi cercare sulla “rete solfeggio e setticlavio per saperne di più”.

Oggi, con la diffusione di internet e Youtube, dei tutorials, dei libri magici (quelli che per imparare basta che li compri e li porti a casa tua), le cose sono leggermente cambiate: si può imparare a suonare la chitarra, il piano, l’armonica e persino a cantare senza curarsi della teoria musicale. Se uno è appena appena allergico ai libri può sguazzare beato in un oceano di materiale, senza sapere che molto facilmente la sua formazione sarà limitata. Quando si esprimerà musicalmente, dopo alcuni anni, potrebbe essere che somigli a una persona che fa un comizio in pubblico senza aver mai studiato la grammatica della lingua italiana.

Ho reso l’idea ?

Sai quante volte su un palco, specialmente alle jam sessions dove suoni con sconosciuti, chiedi a un cantante in che tonalità vuole eseguire il suo brano e la risposta è “Non lo so, io canto e basta”. La stessa cosa accade con certi musicisti, alla stessa domanda qualcuno ti dice: “Guarda, faccio questi accordi…” Poi ti presenta un Sol, un Re, un Mi minore e tu deduci che si sta suonando in Sol maggiore. Capisci di cosa sto parlando?

La musica è un linguaggio e come tale ha delle regole. Imparare a leggere la musica significa essere in grado di parlare con qualsiasi musicista vero e di lavorare non solo con il proprio strumento ma in tantissime aree differenti del contesto musicale. A questo punto potremmo obbiettare che ci sono stati grandissimi musicisti, dei veri e propri mostri sacri che hanno fatto la storia del loro strumento, e che ai loro tempi non potevano o non volevano studiare la teoria musicale. È vero! Su questo sono d’accordo, però parliamo di persone che hanno praticato otto, dieci e a volte anche dodici ore al giorno, e parliamo di persone con una grande caparbietà, una infinita dedizione per quello che facevano e con qualcosa nella testa che li ha resi dei geni. Ora chiediamoci tutti quanti: “Quanti anni ho?”, “Quanto tempo posso dedicare a studiare la musica?”, “Sono un genio?”

Senza dover per forza studiare solfeggio quattro ore al giorno, un certo grado di apprendimento delle regole che stanno dietro alla musica è come un booster nel tuo carburante auto, ti fa andare più veloce e meglio.

Personalmente mi ritengo un insegnante fortunato, quasi tutti i miei studenti mi hanno chiesto di loro spontanea volontà di imparare almeno le basi della teoria musicale, e io con immensa gioia gli trasmetto quello che so, quello che ho imparato a mia volta nel corso di tanti anni.

Se hai a cuore lo studio di uno strumento e vuoi davvero diventare un musicista completo ti invito a fare una piccola riflessione su quello che hai appena letto. Buona musica!