ARTICOLI SULL'ARMONICA DIATONICA

5 consigli per suonare l'armonica

IMPARARE A SUONARE L’ARMONICA: 5 CONSIGLI SU COME STUDIARE AL MEGLIO.

Hai comprato un’armonica e vuoi imparare a suonarla? Vuoi sapere quanto tempo ci vorrà per cominciare a strimpellare con questo piccolo strumento? Sei nel posto adatto: in questo articolo ti darò 5 consigli su come partire col piede giusto e ottenere dalla tua pratica quotidiana il risultato migliore. Segui queste indicazioni e fanne tesoro perché potranno servirti anche in futuro e valgono per qualsiasi nuova attività dove si acquisiscono delle abilità.

L’armonica a bocca, si dice sia uno strumento “facile da suonare male e difficile da suonare bene”, proprio da questa affermazione scaturisce il primo consiglio.

  1. Non sottovalutare lo strumento.  Non è raro che siccome l’armonica è piccola, e quando ci si soffia dentro all’udito arriva un suono familiare, venga da pensare che sia semplice da imparare. Non è assolutamente così, questa percezione è dovuta solamente a come lo strumento è costruito. Quando soffiamo nei fori da 1 a 10 otteniamo sempre note che fanno parte di una accordo maggiore, in particolare della stessa tonalità dell’armonica. Questo provoca l’effetto “familiare e piacevole” di cui sopra. Se per esempio abbiamo un’armonica in LA, soffiando nei fori 1,2 e 3 otteniamo un accordo di LA maggiore, lo stesso avviene soffiando nei fori 4,5 e 6, oppure 7,8, e 9. Per lo stesso motivo legato a come le note sono disposte sull’armonica diatonica, quando aspiriamo nei fori da 1 a 3 otteniamo un altro accordo maggiore, questa volta relativo alla quinta della scala di riferimento. Per esempio su uno strumento in LA questo accordo è quello di MI maggiore. Quello che ti ho appena descritto è il motivo per cui quando portiamo alla bocca per le prime volte la nostra piccola blues harp ci sembra di poterci divertire facilmente; questa sensazione svanisce quando proviamo a suonare sui fori dal 5 in su, perché la sequenza delle note sulla parte aspirata cambia a partire da quel foro. Se si suonano accordi aspirati su questi fori si nota immediatamente che l’effetto ottenuto “stona” con il resto. Ricordati che l’armonica non è un giocattolo ma un vero strumento musicale! 
  2. Utilizza un metronomo per esercitarti Suonare a tempo è più difficile di quanto sembri. Ci sono persone che hanno studiato anni ma ancora non riescono a farlo, specialmente chi è abituato a suonare da solo. Quando suoni per conto tuo è facile perdere la cognizione della velocità con cui stai eseguendo la musica, la cosa che accade più frequentemente è che si accelera. Ho sentito artisti anche abbastanza famosi cantare da soli con la chitarra: può succedere che partano a 90 bpm e terminino a quasi 96. Se non utilizziamo un metronomo, o non abbiamo un batterista che ci supporti durante la performance questo è un rischio abbastanza plausibile. Per imparare a suonare a tempo bisogna usare un metronomo e metterlo a una velocità lenta, che ci permetta di controllare tutte le variabili di cui dobbiamo prenderci cura contemporaneamente, come le note da suonare, i movimenti da fare col nostro corpo, il ritmo e l’intonazione. Se ci abituiamo a suonare con questo ausilio il nostro senso del ritmo migliora sensibilmente e diventiamo dei musicisti migliori. Che sia un modello di quelli di legno a molla, un piccolo apparecchio elettronico o un app sul tuo smartphone, procurai un metronomo e fallo diventare tuo alleato nello studio. 
  3. Impara a leggere le note sul pentagramma.  Lo so che qualcuno potrà storcere il naso, ma studiare uno strumento leggendo dei numeri non è il massimo della vita. Se ti sei avvicinato al mondo dell’armonica stai a tutti gli effetti entrando a far parte di una categoria di persone che si dovrebbe chiamare “musicisti”. Un pianista legge le note sul pentagramma, un violinista anche, persino un cantante può leggere gli spartiti; in qualità di armonicista, se impari a leggere le note, le pause e le altre informazioni della musica scritta, avrai molte più possibilità di imparare ed esprimerti. Ricordati questo: essere capace di suonare a orecchio è un bel dono, ma saper leggere la musica non esclude l’orecchio anzi lo aiuta. Anche studiare la teoria musicale aiuta l’orecchio, perché quando si imparano certe regole il tuo orecchio serve solo a confermare quello che le regole ti dicono ancor prima di ogni altra pratica. 
  4. Non perdere tempo a suonare canzoni ma dedicati agli esercizi.  Certo ti capisco, gli esercizi possono essere molto noiosi e ripetitivi ma sono la medicina che ci fa crescere e diventare più bravi. Ci sono cose che da novello armonicista non sai fare ed è inutile sbattere la testa contro un muro per molto tempo. Nei primi mesi di studio e magari addirittura per tutto il primo anno ti consiglio di concentrarti sugli esercizi per l’intonazione, per il controllo delle note e per sviluppare la destrezza. Non fare l’errore di voler imparare delle canzoni troppo presto, quando ancora non hai gli strumenti che ti servono per affrontare le difficoltà tecniche che presentano. Metaforicamente immagina che una canzone sia una casa: di cosa è fatta la casa? Di pavimenti, di muri, di soffitto, di porte, di finestre e così via. Ora ti chiedo: “Se dovessi imparare a costruire una casa non dovresti prima apprendere a fare le fondamenta, poi a utilizzare i mattoni, poi a erigere un muro, piastrellare, e così via?” Se non impari prima gli elementi fondamentali non puoi creare nulla di completo. Può essere che la casa tu riesca anche a costruirla ma a che prezzo? In quanto tempo e con quanta fatica? Che qualità avrebbe? Probabilmente verrebbe una casa così così. Ti posso garantire che se utilizzi la maggior parte del tempo a fare esercizi, quando poi deciderai di concentrarti sui brani le cose risulteranno molto più semplici e lo studio sarà più scorrevole e di qualità. Con questo consiglio non ti sto dicendo di non suonare nessun brano, ma scegli bene qualcosa della difficoltà giusta e non cercare di imparare a suonare solo con le canzoni. In linea di massima, nel periodo iniziale di studio non dovresti impiegare più del 20% del tempo per questa attività. 
  5. Ascolta gli altri strumenti musicali e impara a imitarne l’utilizzo.  Con questa frase non mi sto riferendo alla riproduzione del suono degli altri strumenti ma ad alcune tecniche di esecuzione caratteristiche di ognuno. Per esempio poi imparare da una sezione di fiati come effettuare degli accordi lunghi dove cambi la dinamica (volume) del suono, imitare le pennate di una chitarra usando un particolare “chugging”, o ancora suonare a ritmo come fa la batteria. Con l’armonica puoi persino suonare con l’intenzione di un bassista e produrre un “walking bass” sulla parte sinistra dello strumento. Se diventi un buon ascoltatore puoi imparare a riprodurre tantissimo di ciò che gli altri strumenti sono capaci di dare, basta solo sviluppare un ottimo orecchio e un deciso senso del ritmo.

Con questi cinque consigli spero di averti trasmesso delle buone informazioni per cominciare il tuo viaggio nello studio dell’armonica a bocca. Ricordati che imparare qualcosa di nuovo richiede sempre tempo e fatica, ma la soddisfazione che puoi trarne è davvero immensa. Buono studio!